Storia

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Testimonianze delle origini

Nel 1993 il territorio della Bassa Friulana è stato oggetto di una schedatura dei siti archeologici, per la realizzazione della Carta Archeologica del Friuli - Venezia Giulia, voluta dalla Regione e realizzata dal Dipartimento di Scienze dell'Antichità. Dal documento suddetto si ricava che nel territorio del Comune di Carlino ci sono ben 32 siti archeologici, tutti dettagliatamente schedati. Sono state accertate aree con affioramento di materiale archeologico a bassa e ad alta concentrazione e aree di abitati veri e propri; per certi siti si è potuto ipotizzare, talvolta con certezza, la destinazione: villa rustica, insediamento produttivo, insediamento residenziale, tombe, strade.

I reperti recuperati testimoniano la datazione di queste antiche presenze umane. Per la preistoria ci sono testimonianze dell'Età neolitica (V millennio a.C.), dell'Età del rame (fine III millennio a.C.), dell'Età del bronzo antico e del bronzo recente (fine XIII fine XII sec. a.C.), dell'Età del ferro evoluto; per l'Età romana: dell'Età repubblicana, dell'Età altoimperiale e dell'Età tardoimperiale. In alcuni casi arriviamo ad accertare una continuità fino al periodo altomedievale.

Limitandoci a segnalare quei siti relativi a S. Gervasio, vediamo che i luoghi con maggior densità di ritrovamenti sono situati nei pressi della S.S. 14 (antica Via Annia) e lungo i corsi d'acqua, in particolare l'Urian e l'antico alveo della Roiatta. Di seguito si riassumono le tredici schede relative ai siti archeologici di pertinenza di S. Gervasio.

Schede dei principali siti archeologici.
UA CARLINO 30
Via Levaduzza CTR: 807144
Il sito, esteso su una superficie molto vasta, è tagliato in due dalla Via Levaduzza. La parte occidentale, individuata solo dopo il recente taglio di un pioppeto, è caratterizzata dalla presenza di due aree di concentrazione di materiale: una più ampia posta a ridosso della strada, l'altra ad ovest, in cui sono distinguibili cinque zone di concentrazione di materiali in un terreno a matrice nerastra. Si tratta probabilmente di una villa rustica dotata di vari edifici annessi, risalente al periodo tra la fine del I sec. a. C. e la fine del I sec. d.C. Uno dei proprietari dei terreni su cui insiste l'area archeologica ha affermato di provvedere regolarmente alla ripulitura del terreno dopo ogni aratura, mettendo da parte tutte le tegole; queste vengono poi selezionate e portate via da un non meglio specificato appassionato della zona, che ha anche condotto sull'area numerose battute con il metaldetector con il consenso del proprietario.
Tra i materiali recuperati vi sono anfore di produzione italica tipo Lamboglia 2, tegole bollate marchiate C. ARATRI; C. IVLI AF[RICANI] e Q. CLODI AMBROSI, conservati nell'Antiquarium di Carlino. (P. Maggi, F. Prenc).

UA CARLINO 31
Casali Feruglio CTR 087154
L'area è caratterizzata dall'affioramento di laterizi in tre zone ben distinte. Vi si può ipotizzare la presenza di una necropoli di Età romana, forse del tipo "alla cappuccina", riferibile ad uno degli insediamenti abitativi limitrofi e localizzata a ridosso del tracciato della Via Annia. Nell'area sono stati recuperati vetri, monete, fibule, prodotti laterizi e reperti osteologici in parte conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia e in parte presso privati. E' probabile che le sepolture siano state completamente spogliate e distrutte, ma l'uso abitativo dell'area mette comunque in pericolo l'eventuale presenza di altre sepolture. (P. Maggi, F. Prenc).

UA CARLINO 24
Località Tombis CTR 087142, 087153
L'area di affioramento del materiale, che si trova a circa 400 m. a SE dal centro di San Gervasio, presenta una sola zona di concentrazione di circa m.10x5, caratterizzata dall'abbondante presenza di ceramica ed anfore. Le caratteristiche dell'affioramento e i materiali individuati fatto ipotizzare la presenza nel sito di una piccola struttura a carattere abitativo durata dal I al V sec. d.C. Si è recuperato il seguente materiale: ceramica (terra sigillata nord-italica, comune, invetriata, anfore), lucerne, prodotti laterizi, conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia. (P. Maggi, F. Prenc).

UA CARLINO 25
Casale Stampa o Casa Bianca. CTR 087142, 087153
Descrizione: l'area di affioramento del materiale archeologico risulta tagliata in due parti dalla strada, che è impostata sopra una lingua di sabbia, probabile resto di un antico corso fluviale. Ad est di questa, in corrispondenza del vigneto rinnovato nel 1990 si sono individuati numerosi resti archeologici pertinenti a due distinte fasi. All'età del bronzo si riferiscono pochi frammenti ceramici, individuati esclusivamente nel terreno di risulta dei buchi per i pali di sostegno del vigneto.
All'età romana si riferiscono tutti gli altri materiali; due distinte aree di concentrazione, caratterizzate dalla presenza dello stesso tipo di reperti sono state individuate ad est della strada; ad ovest invece, il materiale è piuttosto rado e non si sono individuate particolari concentrazioni. L'esiguità dei materiali e la mancanza di resti strutturali non permettono di definire con chiarezza la tipologia del deposito cui riferire i materiali dell'età del bronzo recente. Questo anche per l'assenza di verifiche di scavo. Va comunque ricordato che i reperti archeologici sono affiorati in corrispondenza dei pali di sostegno delle viti per cui è legittimo ritenere che nel sottosuolo si conservino ancora strutture di un certo rilievo.
Per quanto riguarda L'età romana, le caratteristiche dei materiali e dell'affioramento in superficie permettono di ipotizzare la presenza di una villa rustica organizzata in vari edifici. Materiale recuperato: per l'età del bronzo ceramica e fauna; per l'età romana ceramica ( vernice nera, terra sigillata norditalica, africana, a pareti sottili, comune, vernice rossa interna, anfore, mortai), vetro, monete, metallo (chiodi e ganci), tessere musive, manufatti litici (mortai, prodotti laterizi (tegole bollate, mattonelle pavimentali, elementi di colonna, tubuli). Presso l'Antiquarium di Carlino si conservano: un'ansa d'anfora tipo Lamboglia 2; una tegola bollata con il bollo entro cartiglio rettangolare[L. B]ARBI. L. F.; una tegola bollata con marchio L I N; una tegola con graffito XX eseguito a fresco e un frammento di pavimento in mosaico a tessere bianche delle dimensioni di cm.14x17. (G. Tasca, P. Maggi, F. Prenc).

UA CARLINO 23
Bando CTR108021
Descrizione: l'area archeologica è data da un affioramento molto sparso, di frammenti di ceramica e laterizi d'età romana, sito dove fino al 1970 esisteva il gran bosco Bando. L'assenza di verifiche di scavo non consente di definire con precisione l'effettiva conservazione di resti nel sottosuolo. (P. Maggi, F. Prenc)

UA CARLINO 19
Casino CTR108021
L'area archeologica è divisa in due dalla strada Savalona presso il bivio Muzzanella e si estende ad ovest fino alla Roiatta. Il materiale riferibile all'età del bronzo si concentra ad ovest della strada e non presenta particolari concentrazioni. L'affioramento di materiale romano si concentra in due aree, sempre ad ovest della strada, benché il materiale risulti ampiamente sparso. Per l'età romana si può ipotizzare la presenza nel sito di una villa rustica attiva nel corso del I sec. d.C.
Materiale recuperato: per l'età del bronzo: industria litica (nuclei, grattatoi, troncature, falcetto a ritocco denticolato, piccola cuspide triangolare); per l'età romana: ceramica (terra sigillata nord-italica, comune, anfore), vetro, monete, metallo, frammenti di rivestimento (tessere musive), laterizi, manufatti litici. Presso l'Antiquariuni di Carlino si conserva: una coppa in ceramica (terra sigillata nord-italica); un'altra coppa in ceramica comune rozza; un'anfora tipo Dressel 6b; una bottiglia in vetro di colore verde chiaro; un frammento di pavimento musivo con tessere di colore bianco. (F. Prenc).

UA CARLINO 21
Lama Zugliana CTR 108021
Modesta area d'affioramento di materiale d'età romana molto sparso e frammentato. Si trova vicino alla UA Muzzana 9, alla UA Carlino 20 e alla UA Muzzana 7, tutti situati in riva all'antico corso del fiume Muzzanella. Lo stato di conservazione del sito è cattivo e l'assenza di verifiche di scavo non consente di definire con precisione l'effettiva conservazione di resti nel sottosuolo. (P. Maggi, F. Prenc)

UA CARLINO 20
Muzzanella CTR: 108021
Descrizione: l'area archeologica è costituita da un affioramento di materiale molto sparso e frammentato. Si riconoscono due distinte aree di concentrazione di materiale: la più occidentale presenta una maggiore varietà, l'altra restituisce quasi esclusivamente materiale edilizio. I materiali individuati fanno ipotizzare nell'area una presenza di una villa rustica attiva dalla fine del I secolo a.C. al IV/V sec. d.C. Materiale recuperato: ceramica (vernice nera, terra sigillata nord-italica e africana, anfore); lucerne; vetro; monete; metallo; frammenti di rivestimento (tessere musive).
Presso l'Antiquarium di Carlino sono conservati i seguenti reperti: un frammento di coppa ceramica in terra sigillata nord-italica del I sec. d. C.; un frammento d'anfora in ceramica africana; una tegola bollata con bollo entro cartiglio rettangolare [...B]ARBI L F con lettere a rilievo del I sec. a. C.; un frammento di una lastra laterizia decorata con motivi lineari paralleli e ondulati eseguiti a stecca; un frammento di pavimentazione musiva in bianco e nero con motivo decorativo ad andamento curvo del I sec. d. C. (F. Prenc)

UA CARLINO 22
Le Favole CTR: 108021
Affioramento di materiale sparso e frammentato d'età romana senza particolare concentrazione. Nel corso di arature fu recuperato cospicuo materiale archeologico tra cui una gran vasca in pietra grigia; fu inoltre ritrovato un pozzo in opera laterizia. Dalle informazioni raccolte pare accertato che di sotto al livello arativo vi siano ancora strutture integre, tra cui la parte inferiore del pozzo. Si ritiene che nell'area vi fosse un ampio edificio abitativo a carattere rustico. L'assenza di verifiche di scavo non consente di definire con precisione l'effettiva conservazione dei resti nel sottosuolo. (P. Maggi, F. Prenc).

UA CARLINO 4
Casa nuova CTR: 108034
L'area archeologica è tagliata in due dalla strada provinciale Carlino-Marano ed è situata sul colmo di un'antica duna litoranea. Consiste in un affioramento di materiali di età alto imperiale ormai notevolmente sparsi e di dimensioni minute. Materiale recuperato: ceramica (terra sigillata nord-italica comune anfore ; monete; metallo; laterizi; calcare per edile; conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia o presso privati. (F. Prenc).

A CARLINO 5
Località Salinis CTR: 108034
L'area archeologica si estende su più campi per una superficie di circa mq 25.000 presso il corso dell'Urian. La parte più interessante è quella posta a sud del canale dove si sono individuate cinque indistinte aree di massima concentrazione; le quattro più occidentali, di dimensioni inferiori, sono immerse in una matrice grigioscura e sono le meno ricche di materiale archeologico.
L'ultima verso est, notevolmente più ricca di materiali sia per qualità sia per quantità, è immersa in una matrice giallo-arancione. In tale area, nella settima scolina da Via Pradulins è stato individuato in sezione un nucleo di laterizi in crollo. Il materiale si estende per circa due metri e ha uno spessore medio di 50 centimetri. Nell'ottava scolina la quantità di resti archeologici conservatisi ancora in situ risulta ancora maggiore. Il materiale presente in superficie è frammentato e mancano reperti di grandi dimensioni che il proprietario sistematicamente asporta dal terreno. In base alle caratteristiche dell'affioramento e dei materiali rinvenuti, si può ipotizzare nell'area la presenza di una villa d'età altoimperiale con annesse strutture di servizio, benché non sembra potersi escludere la possibilità di identificare i resti di un modesto agglomerato. Materiale recuperato: ceramica (terra sigillata nord-italica, comune, anfore); vetro; monete; metallo; frammenti di rivestimento (tessere musive, intonaco); prodotti laterizi (tubuli, tegole bollate); calcare per uso edile. Negli anni passati la ripulitura della scolina verso est ha messo in luce molto materiale, esteso per circa 8 metri, ad una profondità media di 40-50 centimetri.
Presso il canale è venuto alla luce un muro. Il proprietario ha costantemente bonificato il terreno dopo ogni aratura asportando parecchio materiale da costruzione, soprattutto pietre e laterizi (si parla di parecchi autocarri). Presso l'Antiquarium di Carlino si conserva un frammento d'anfora di ceramica italica tipo Lamboglia 2 del I secolo a.c.- inizi I secolo d.C.; una tegola bollata con bollo libero da cartiglio [VALERIAE M]AGNAE EPIDIAN(a) del I sec. d. C.; un tubulo laterizio con segni di lavorazione a stecca; un frammento d'intonaco decorato a fresco di colore verde con tracce di colore rosso d'età imperiale; quattro frammenti di pavimento musivo con tessere bianche del I secolo d.C. (F. Prenc).

UA CARLINO 1
Foce Urian CTR 108034
Descrizione: in due chiazze di terreno più scuro, portato alla luce dalle arature, e separato da una fascia di terreno più chiaro che sembrerebbe essere un dosso fluviale troncato, è stato rinvenuto materiale dell'età del bronzo recente (fine XIII fine XII sec. a. C.).
Il materiale ceramico rinvenuto è conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia. (G. Tasca).