Ambiente

Pagina 1 | 2

I centri abitati e le vie di comunicazione

Gli insediamenti "storici" nel territorio comunale sono rappresentati dal paese di Carlino capoluogo, dal paese di S.Gervasio e dal alcuni casali di antica edificazione. Gli altri nuclei abitati risultano di recente formazione, databile per lo più a quest'ultimo dopoguerra.

Carlino si è formato lungo un asse allungato con direzione nord-sud costituito dalle Vie Levaduzza, Garibaldi, Piazza San Rocco e Via Aquileia. Da queste si dipartono perpendicolarmente numerose viuzze parallele tra loro ed intercalate da case a schiera, formando così una figura a "lisca di pesce". L'orientamento dell'asse è dovuto alla presenza di una lunga dorsale sabbiosa di quota più elevata rispetto ai terreni circostanti parallela al fiume Zellina.

In una zona dominata da paludi e acquitrini tale rialzo, che va dal Cimitero al Punt dal Zes, è stato scelto dai primi abitanti quale luogo ideale di edificazione. Inoltre l'asse nord-sud prosegue l'orientamento della strada Levaduzza, sicuramente prima via di collegamento con la grande viabilità al tempo della formazione dell'abitato. Teniamo presente, come ci rivelano anche le antiche cartografie, che la viabilità con direzione est-ovest, nella bassa friulana risultava grandemente in difficoltà per la presenza di numerosi fiumi di risorgiva perennemente ricchi d'acqua.

Durante il medioevo e fino al XVIII secolo la Via Annia, la più bassa delle strade consolari della regione corrispondente all'attuale S.S. 14, rimase quasi sempre impraticabile ed in più punti interrotta a vantaggio della "Stradalta" che, trovandosi subito a monte delle risorgive, non presentava simili inconvenienti. Da quest'ultima si diramavano verso sud le strade di collegamento con le ville poste presso la laguna. Una di queste era appunto la Levaduzza, parallela alla roggia Zellina, che portava a Carlino. Un'altra era la "Levada vecchia di Marano" costituita dalle attuali Via Zavattina e Strada Savalona che, parallela alla Roiatta, portava da Castions a Marano. La "Levada Nuova", costruita dai veneziani dopo che la "vecchia" era rimasta in mano agli arciducali assieme a Carlino in seguito alla pace di Worms del 1521, è l'attuale strada statale Castions - Muzzana (tutta un rettilineo in mezzo alle paludi). Da Muzzana la Levada Nuova corrispondeva all'attuale Via Levada, arrivava fino alla foce del Fiume Muzzanella, che attraversava su di un ponte e da qui, costeggiando esternamente il confine di Carlino, cioè in laguna, giungeva a Marano, fortezza veneta.

Comprendiamo quindi quanta minor importanza dovettero avere nel passato la "Strada di Nogaro" (Carlino - Nogaro - S.Giorgio), la "Via di Marcino" (Carlino - Marcino) e la "Via di Pontizzo" (Carlino - S.Gervasio - Muzzana), che oggi invece costituiscono l'ossatura portante della viabilità del Comune.

S.Gervasio, anche se più piccolo, presenta una struttura antica simile a quella di Carlino, essendo sorto lungo la Levada Vecchia di Marano. La strada principale ha determinato la costituzione di un centro abitato allungato, privo di viabilità residenziali secondarie. Anzi, negli ultimi tempi la suddetta caratteristica si è rafforzata, grazie alle costruzioni sorte fino all'incrocio via S.Gervasio - Strada Savalona e in Via Zavattina.

L'insediamento sparso

A Carlino le case isolate sono attualmente diffuse, sia lungo le strade di comunicazione sia a scopi produttivi agricoli. Si sono anche formati alcuni nuclei abitati: S.Tomaso, Pradulins, Levaduzza, Mian (Strada Fisch) e Maranutto-Colomba. Tutta questa edificazione, però, si è sviluppata solo recentemente, a partire dagli anni 30 con le bonifiche, esplodendo poi negli anni 60/70 a causa delle migliorate condizioni economiche e anche della sregolatezza della pianificazione edilizia comunale. L'insediamento sparso infatti non è usuale per i friulani, che tendono invece sempre a riuinirsi in paesi (sia pur piccoli e ravvicinati), né le condizioni ambientali del territorio di Carlino (boschi e paludi) lo avrebbero favorito.

Per questo, fino agli inizi di questo secolo, al di fuori dai paesi di Carlino e S.Gervasio, troviamo solo abitazioni temporanee, Casino e rari casali.

Unica abitazione rurale isolata di Carlino era il Casale Zapoga, così chiamato dal nome della famiglia signorile che ne era proprietaria, così unico che nel sommarione napoleonico del 1811 è chiamato, senza bisogno di appellativo, "AI Casale" e nella mappa austriaca del 1847 è semplicemente "Casale". L'antico fabbricato, da vent'anni in rovina, si trova lungo la Levaduzza ed era caratteristico per la forma a pianta quadrata, tipica della Toscana ma inusitata in Friuli.

AI bivio Via Nazionale - Via Levaduzza c'è, sia pure completamente trasformato, il Casale Feruglio, ora proprietà Filippi. Nelle cartografie IGM era detto Case Levaduzza, nel CN e CA è chiamato Casale del Principe, in alcune carte ottocentesche anche Co dell'Ospitale, prima ancora Case Colloniche Tonelli. La presenza del fabbricato, oltre che dalla funzione agricola, è giustificato dalla particolare posizione all'incrocio lungo l'antica Via Annia, forse stazione di posta ( nei pressi si trovano anche abbondanti reperti di epoca romana) o comunque luogo di sosta, di cui è prova anche il citato nome di Co dell'Ospitale.

A S.Gervasio, lungo la Zavattina, antica Levada Vecchia, si trova il Casale Todesco, nell'IGM Case Margreth (cognome dei proprietari precedenti). Nel CN è Vicenzina, nella mappa austriaca Vicenzin, dal cognome dei coloni presenti all'inizio dell'ottocento e ancora diffuso a S. Gervasio.

Lame (CN Cari. 652-665,) o Le Lame IGM, (friul. Li Lamis), era un antico casale demolito negli anni 80, sito appunto in Strada Lame. La famiglia Barbieri fu l'ultima che vi abitò.

Riguardo le abitazioni temporanee, le vecchie mappe riportano toponimi relativi alla presenza di costruzioni con carattere di provvisorietà ad uso pesca (Cason di muro, Cos. ne Carandon, C. no Marini, Cas.ni delle Are, Cas.ne Pian), per lo più lungo la laguna, o di ricoveri ad uso forestale (Casa del guardia boschi, Casa Tittina) all'interno del grande Bosco Bando.